domenica 14 aprile 2013

La mia recensione a Sarebbe bastata una lettera



Come avevo anticipato, continuo con la conoscenza di questa donna straordinaria, fortunata scoperta recente. Dopo le meravigliose pagine di Come Pagine di un libro (che, in ordine cronologico, è l'ultimo che lei ha scritto), ho fatto un passo indietro per risalire al primo libro di memorie pubblicato nel 1963, scritto quando aveva 42 anni. Anche questo libro non mi ha assolutamente deluso, anzi.. Una conferma che questa donna sa scrivere come nessun altro di tutto, anche argomenti scomodi e delicati, con una naturalezza che ti lasciano disarmato. 
In questo suo primo libro di memorie Diana comincia a ricordare dall'infanzia, l'infanzia privilegiata di una ricca borghese inglese, per passare agli anni della scuola, i tre anni ad Oxford, gli amori, il sesso, le delusioni, la guerra, un periodo di inutilità (che da una donna così - mi sembra di conoscerla personalmente - non ti saresti aspettato), sino ad arrivare a una vera e proprio rinascita grazie al lavoro come editore e alla scoperta della scrittura. 
Una vita raccontata con una semplicità e una naturalezza incredibile da una donna che nell'ultimo capitolo di questo libro ha anche il coraggio di definirsi non intelligente... 
Continua il mio immedesimarmi con lei in molti pensieri e modi di fare, la qual cosa dovrebbe cominciare ad inquietarmi, ormai! :) 
Continuerò con la lettura delle sue opere, è come se avessi riscoperto in soffitta il diario scritto di una nonna, senza alcun dubbio una donna straordinaria, e li stia divorando.



"Una scrittura colma di saggezza ironica e gentile. Questa donna si svela nella sua intima essenza con eleganza incomparabile"
Retro del libro

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