domenica 14 aprile 2013

Argomenti scomodi



Quando dico che Daina Athill sa scrivere come nessun altro di tutto, anche argomenti scomodi e delicati, con una naturalezza che ti lasciano disarmato, lo penso veramente e adesso ve ne faccio un esempio, tratto dal libro Sarebbe bastata una lettera.

Ancora oggi sono convinta che sia assurdo considerare illegale l'aborto. Non credo si possa «uccidere» qualcosa che non ha coscienza; la distinzione fra impedire lo sviluppo della vita e porle fine è per me molto netta. Ammiro le donne che sopportano pienamente le conseguenze delle proprie azioni e, quando ci riescono, le invidio. Sia nel caso che abbiano deciso di rispettare la vita, sia (come immagino che avvenga nella maggior parte dei casi) che abbiano obbedito al proprio istinto, esse dimostrano un coraggio che a me mancava. Ma dando alla luce un figlio segnato dal destino incerto dell'illegittimo si sono assunte una responsabilità enorme. Io lo farei solo se mi sentissi in grado di offrirgli sicurezza, e a quel tempo non potevo. 

Credo in quello che dico: ma supponiamo per un attimo che la donna dietro a quella scrivania mi avesse sottoposto gli stessi argomenti ma senza irritarmi con i suoi modi, che avesse parlato a me e non a una generica ragazza incinta che esisteva solo nella sua immaginazione... Probabilmente sarebbe stato diverso, la mia vita avrebbe preso un'altra direzione. Anche se la ragione in me si intrecciava alla debolezza a tal punto da renderle indistinguibili, non riesco a rimpiangere la mia decisione di allora. Sono contenta di non aver rischiato di consegnare a un bambino una vita difficile, ma mi spiace di non essere stata il tipo di ragazza che avrebbe saputo affrontare quel rischio. 

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